THE ORIGIN OF SOCIETY


L'Origine della Società è stata la mia prima ricerca sistematica sul senso dell'immagine e le forme della materia che ad essa si legano inseparabilmente. Volevo lavorare visivamente a forme astratte in grado però di richiamare alla mente una materialità riconoscibile ma mai definibile: una sorta di materia originaria colta nel suo divenire multiforme.  Queste sculture si organizzano visivamente tra il vuoto dello spazio bianco ed il rosso della scultura. Sia l’interno che l’esterno di esse viene incessantemente percorso da topi bianchi da laboratorio. Questi piccoli roditori, in quanto specie modificata dalla cattività forzata imposta dall’uomo per gli esperimenti di laboratorio, soffrono un estremo terrore per il vuoto. Questa è la ragione per cui a differenza del topo comune o del ratto, questi roditori non superano mai il limite del piano (quindi non fuggono gettandosi nel vuoto) ma continuano a muoversi nel ridotto spazio della scultura e della sua superficie.



This series of drawings and sculptures belongs to a systematic investigation concerning the concept of symptom. The symptom is a new semiotic category to replace sign and symbol: it maintains both the semiotic qualities of sign and symbol, but in addition it is inseparably linked with the body; we might state that “the symptom speaks through the mouth of flesh” (it is no accident that the term “symptom” is widely employed in the medical and scientific field). From this basic intuition I developed these particular series of sculptures where the body becomes flesh, the animal becomes gut and genitals, the cave becomes origin and den. These sculptures become actual dens for mice. They are conceived as a quantity of red matter surrounded by an endless white space in which the mice move unceasingly, into and out of the den-sculpture (the mice, since they are afraid of heights, tend not to go beyond the limiting edge of the sculpture, and move all around the small surface of plaster and along the Baroque space of the sculpture). In this sense the den-sculpture does not work either as representational or descriptive form, or as symbolic form. The sculpture takes on the formless shape of the symptom, it becomes a symptomatic form. I want to emphasise that the mice are real, and of great importance is the fact that they live and move inside and outside the den-sculpture, since it is in such a way of inhabiting this formless form that makes the den- sculpture itself work as symptom. An additional hidden meaning of these works is related to a terrifying peculiarity of mice. I discovered that mice kept in captivity kill and devour their young when the population rises rapidly and there are too many mice in a cage. In this respect, the sculptures represent also our original taboo and instinctive repression, the neurotics that Freud located at the origins of human society.






 

THE ORIGIN OF SOCIETY


Mus musculus

Il Mus musculus, è un piccolo mammifero della famiglia dei Muridi, che viene anche chiamato topo domestico per differenziarlo dal topo selvatico (Apodemus sylvaticus). Specie estremamente adattabile e spiccatamente sinatropa, il topo vive in qualsiasi luogo che gli offra un recesso in cui potersi nascondere e sfamarsi. Si tratta di animali tendenzialmente onnivori: mangiano per lo più prodotti di origine vegetale, ma all'occorrenza non disdegnano carne e latticini. Per integrare la propria dieta, non esita infine a praticare la coprofagia (dal greco copros, feci, e phagein, mangiare), cioè  l'uso di mangiare i propri o altrui escrementi.

Gli atti di cannibalismo nei topi sono assolutamente normali, specie in cattività. I maschi divorano la propria prole riconoscendo i cuccioli come loro possibili antagonisti. Casi di cannibalismo si manifestano anche nelle femmine, spesso a causa di stress post-parto, spingendo le femmine a divorare i propri piccoli subito dopo averli partoriti. Il topo pratica cannibalismo anche nei confronti di individui anziani, malati e moribondi.

La lunga e forzata cattività del topo bianco, allevato come cavia per la scienza, ha generato sostanziali modifiche nelle caratteristiche comportamentali di questo animale. Il topo bianco da laboratorio, a differenza degli altri topi suoi simili, ha sviluppato una peculiare paura per gli spazi aperti ed il vuoto. Questa peculiarità comportamentale differenzia questo genere di topo dai ratti e da altri suoi simili che invece non soffrono di tale paura.

I topi sono animali sociali, ed in condizioni naturali vivono in piccoli gruppi con un maschio dominante. Volendo allevarli come animali da compagnia è preferibile tenere assieme almeno due individui, che giocano, si fanno compagnia e si puliscono a vicenda. A causa della taglia minuta e della loro delicatezza, i topi non sono adatti ad essere maneggiati dai bambini piccoli, per i quali sono più indicati come animali dei quali osservare l'attività. Per afferrare un topo, se è abituato al contatto umano, lo si può prendere con le mani a coppa. Alcuni soggetti salgono spontaneamente sulla mano quando gliela si offre. Un altro sistema consiste nell'afferrarlo per la base della coda, sollevandolo leggermente, e facendo scivolare l'altra mano al di sotto del roditore.